venerdì 19 dicembre 2014

Recensione I cento colori del blu di Amy Harmon


Titolo: I cento colori del blu
Titolo Originale: A Different Blue
Autrice: Amy Harmon
Serie: NO
Ambientazione: Nevada (USA)
Protagonisti: Blue Echohawk, Darcy Wilson
Editore: Newton & Compton
Pagine: 379
Data di uscita: Aprile 2014
Livello di sensualità:Tiepido
Tipologia dei personaggi: troubled girl/good boy 
Punto di vista: Prima persona (Blue) 


Trama:Tutti a scuola conoscono Blue Echohawk. Abbandonata da sua madre quando aveva solo due anni, Blue non sa se quello sia il suo vero nome né quando sia davvero il suo compleanno. Ma ha imparato a fuggire il dolore con atteggiamenti da ribelle: indossa sempre vestiti attillatissimi e un trucco pesante. E soprattutto il sesso è il suo rifugio, un gioco per dimenticare tutto, per mettere sotto chiave le sue emozioni. A scuola poi è un caso disperato. Eppure il suo nuovo insegnante di storia, il giovane Darcy Wilson, non la pensa così: Darcy crede in lei, e sa che Blue ha bisogno di capire chi sia prima di trovare un posto nel mondo. E così la sprona a guardarsi dentro e a ripercorrere il passato, a scrivere la sua storia, a dar voce alle sue emozioni. Tra i due nasce una grande amicizia, e forse, a poco a poco, qualcosa di più: un sentimento forte, travolgente, a cui ciascuno dei due tenta in tutti i modi di resistere…


Recensione:
Ci sono volte in cui mi capita di leggere romanzi e trovarmi in assoluta e completa armonia con la protagonista, di capirla e sostenerla in tutto e per tutto e I cento colori del blu è sicuramente uno di questi.

Blue Echohawk è una ragazza solitaria, si veste e si trucca in modo aggressivo e il suo atteggiamento non è da meno. In realtà è solo una difesa naturale, una ribellione interiore, una maschera imperfetta indossata quasi alla perfezione per proteggersi da una verità, da una conoscenza che Blue muore dalla voglia di scoprire e allo stesso tempo teme.

Blue è anche di poche parole, taglienti come lame, ma quando apre bocca e la si ascolta molto attentamente, i suoi ragionamenti e pensieri sono di un’intensità e di una profondità disarmante.

Darcy Wilson è il suo nuovo professore, hanno quasi la stessa età ma al contrario di Blue lui è un uomo fiducioso, paziente, proveniente da una famiglia felice. E’ un ragazzo molto intelligente e acuto e capisce subito che la ragazza ha un animo tormentato e con la scusa di conoscere i suoi studenti chiede a tutti loro di scrivere un piccolo tema che racconti loro stessi.

Blue, con il passato che ha non sa bene cosa scrivere e non sa esprimere sulla carta la sua vita o la sua personalità; non gli và, così butta giù due righe:

"C’era una volta... un piccolo merlo. Era stato buttato giù dal nido, scacciato. Gettato via."

Grazie a Wilson queste poche righe, nel corso del romanzo si svilupperanno fino a diventare un vero e proprio compendio, anche se metaforico, della vita di Blue.

Wilson e Blue cominciano a comprendersi e nasce un sentimento tra i due; lui la capisce molto bene perché in fondo, non sono poi tanto diversi ma ciò che avverrà dopo la metà del romanzo ci farà conoscere due protagonisti assolutamente fantastici e..... d'onore!

E’ un romanzo molto coinvolgente, realistico e scritto in modo costante; ricco di leggende degli Indiani d’America, di storia, letteratura e musica classica che fanno da metafora alla vita dei protagonisti. Lo stile della Harmon è meraviglioso; è un autrice di un’ intenistà narrativa incredibile; semplicemente, barvissima! 



Cosa ne pensano le blogger

Mor
La recensione di Miraphora

2 commenti:

  1. Questo romanzo è in lista da quando è uscito. Devo proprio decidermi a leggerlo!!!

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  2. E' un romanzo molto particolare!!! Non il classico romance..... Sono curiosa della tua opinione!

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