venerdì 27 febbraio 2015

Recensione Antony di Sylvia Kant

Titolo: Antony
Autrice: Sylvia Kant
Ambientazione: New York
Editore: Autopubblicato
Pagine: 677
Data di uscita: Agosto 2014
Livello di sensualità: Hot

I diritti sono stati comprati dalla Newton Compton
Uscirà a luglio con il titolo Prova ad Amarmi



Trama: Antony Barker è un affascinante gigolò dal passato torbido, un presente schizofrenico e il futuro quantomeno incerto. Un rapporto ambiguo e morboso lo lega alla sua cliente numero uno, la crudele e potente Rachel Norton, presidente della più grande industria farmaceutica statunitense, la Norton & Faulk. Ed è proprio ad uno stage della Norton & Faulk che viene invitata a partecipare la giocane dottoressa Angela Palmieri...


Recensione di Claire:

C’erano tutte le premesse per un ottimo libro. La trama legal thriller, un intreccio legato al mondo (marcio) farmaceutico e politico…(un peccato mortale aver svelato in anticipo i nomi dei doppiogiochisti). La trama erotica (ma direi anche pornografica), sviluppata in maniera direi magistrale. Niente descrizioni anatomico-ginecologiche, piuttosto dava l’idea di vedere un film e mi ha dato l’impressione che l’autrice si sia documentata parecchio. Ha mostrato, punto. Ce n’è di tutto un po’: sesso etero, gay, lesbo,trans, orge, sadomasochismo…

Un sottobosco di personaggi depravati e immorali, immersi in un’atmosfera cupa e torbida. Un’antagonista amorale, pazza e sadomasochista. Il protagonista, un uomo bellissimo, controllato, dallo sguardo di ghiaccio, capace di incutere terrore ed eccitazione in ugual misura, eppure bisognoso dell’amore puro di una donna che riesca a salvarlo, anche se personalmente non lo ritengo un eroe romance. Ha provato troppo di tutto, e il suo passato è così marcio da contaminare il presente e inesorabilmente il futuro.

Nonostante ciò, l’ho dovuto leggere in modalità veloce e alla fine ne sono rimasta non delusa, quanto piuttosto insoddisfatta. Seicento e passa pagine auto pubblicate non possono non contenere refusi ed errori in generale, e infatti questo è uno dei problemi del libro. Si sente la necessità dell’uso di un dizionario dei sinonimi e dei contrari. Ad esempio, i personaggi sono tutti avvenenti o splendidi, talmente tanto che l’uso di questo aggettivo viene utilizzato anche più volte all’interno della stessa frase. E’ una piccolezza, certo, se fosse un caso isolato, ma ce ne sono svariati sparpagliati per il romanzo. Ho trovato frasi che mi hanno fatto storcere il naso, quella che mi viene in mente ora è “Si è inginocchiata tra le ginocchia aperte.” Anche la storia ad un certo punto ripete le stesse dinamiche, solo cambiando la forma, ma mantenendo la sostanza.

I dialoghi raramente sono brillanti. Il più delle volte li ho sentiti vuoti, altre troppo improbabili e altisonanti. Un altro punto debole è lo stile estremamente semplice, spesso elementare, poco evocativo, ad eccezione delle parti erotiche. E poi la grande assente è New York. Mi chiedo, ma perché ambientare una storia nella Grande Mela se poi non si fa riferimento ad una via, un quartiere, un locale famoso? A parte quando Angela scruta i grattacieli intorno al suo ufficio, sembra di trovarsi in una qualunque città italiana. Quando lei va fuori città, in due occasioni, si stupisce ogni volta dei meravigliosi posti che circondano New York, ma non fa nomi, è tutto accennato. Addirittura partecipa ad una festa di campagna… insomma, ci poteva stare la festa del pretzel, ma quasi quasi mi aspettavo che nominasse la sagra del fungo porcino di Vetralla.

Ma il punto più debole del libro è senza dubbio lei, Angela, la protagonista.  Già il fatto che non esista una descrizione fisica mi fa storcere il naso. Ce la presenta come una ingenua, timida, innocente giovinetta (giuro ha usato questo termine un paio di volte) italiana. Arrossisce per un nonnulla, si veste come una proletaria (anche questa parola è usata spesso, insieme a metalmeccanico, che a me ricordano tanto l'Italia e pochissimo l'America) salvo poi venire a sapere che ha avuto così tanti amanti da non sapere neppure il numero esatto, tra i quali diversi gay. Inizia una relazione con un uomo sposato, senza sentirsene in colpa ma anzi, aggredendolo se sa che va a letto con la moglie. Ha fantasie erotiche su Antony, ma anche su altri uomini, fa sesso con un pittore e poi con la collega d’ufficio. E cosa assurda, almeno per quel che mi riguarda, le basta guardare il suo amante, chiunque esso sia, per avere spasmi di piacere nella pancia. E nonostante ciò, da lei si sprigiona una tale aria di innocente candore che tutti la vogliono... E’ una donna stupida, incoerente, vuota, e soprattutto è uno zerbino, una che si fa calpestare e pensa di meritarlo.

Ripeto, ha le premesse per essere un buon libro, ma le numerose critiche entusiastiche mi hanno lasciato un pochino perplessa. Forse sarà stata fuorviante la parte erotica, che è quella costruita meglio, o sarà per il protagonista che risveglia in noi donne il sempre presente spirito da crocerossina. Non mi resta che attendere l’uscita del romanzo, i cui diritti sono stati acquistati da una famosa CE, per vedere se gli angoli sono stati smussati e il romanzo ha tirato fuori tutto il suo potenziale.

Il mio voto è
Claire

5 commenti:

  1. Di questo libro ho letto pareri molto discordanti, la recensione di Claire mi sembra equilibrata ed oggettiva. Brava. :)

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  2. Ciao io ho amato molto questo libro ed è proprio il modo di scrivere dell'autrice che mi conquistata perché è tutto fuorché semplice secondo la mia opinione... È uno dei pochi libri che ho letto con il vocabolario in mano! Per voi saranno termini desueti forse, ma per me hanno un fascino arcaico della lingua italiana senza eguali. E qui sta il punto forte della Kant: un mix di thriller, erotico ad alta tensione, lingua che sa di Accademia della Crusca e la sciacquatura dei panni in Arno, tanto amata da Manzoni

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    1. Wow Anonimo! Bellissimo commento! Sylvia ne sara' felicissima! Io non ho ancora letto il romanzo ma, dal mio punto di vista, piu' una lettura raccoglie opinioni discordanti, piu' la curiosita' e la voglia di leggerlo primeggia! Grazie per il tuo commento!

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    2. Ciao Anonimo, si vede che ti è piaciuto tanto!! In effetti è un libro con un potenziale altissimo, molto curata la parte erotica e ben delineato il protagonista, Antony... purtroppo il resto non mi ha convinta, a partire dalla protagonista fino allo stile, tant'è che più che del vocabolario ho sentito la necessità di un vocabolario dei sinonimi e contrari e sinceramente l'unico termine desueto che ricordo di aver trovato è "giovinetta". Resta il fatto che questo libro, anche se scritto non benissimo è riuscito ad entrare nel cuore di tante lettrici, per cui qualche merito ce l'ha. Sicuramente acquisterò la versione edita dalla Newton.

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