venerdì 3 aprile 2015

Recensioni Flash: Innamorarsi. Istruzioni per l'uso di Cecilia Ahern e La ragazza che hai lasciato di JoJo Moyes



Titolo: Innamorarsi. Istruzioni per l'uso
Titolo originale: How to Fall in Love
Autore: Cecilia Ahern
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 15 Gennaio 2015
Pagine: 358
Serie: Singolo
Personaggi: Christine e Adam
Ambientazione: Dublino (Irlanda)
Livello di sensualità: zero



Trama: "Come godersi la vita in trenta semplici mosse, Come trovare il proprio luogo felice, Quarantadue piccoli trucchi per sconfiggere l'insonnia" Christine ha trentatré anni, una faticosa rottura sentimentale in corso, qualche difficoltà sul lavoro e un'abnorme fiducia nei consigli dei manuali di autoaiuto. Ma quando sull'Ha'penny Bridge di Dublino, una sera d'inverno, vede un uomo disperato sul punto di buttarsi nel fiume Liffey, le tocca mettere da parte le proprie insicurezze e affrontare quelle altrui. Perché quella notte, nei confronti dello sconosciuto che vuole farla finita, ha una reazione istintiva, e senza neanche sapere come si trova a stringere con lui un patto folle. Il bellissimo Adam accetta di vivere fino al trentacinquesimo compleanno, e Christine ha solo due settimane di tempo per dimostrargli che non è mai troppo tardi per potersi innamorare ancora. Della vita, e forse non solo. Tra ex fidanzate che rivogliono quello che hanno perso e segreti di famiglia rivelati dopo anni, lacrime di commozione e abbracci che comunicano quello che a parole non si riesce a dire, vivremo assieme a Christine le due settimane più inaspettate ed emozionanti della sua vita. E ogni volta che lei avrà addosso lo sguardo blu ghiaccio di Adam, sentiremo il nostro cuore battere forte assieme al suo.

Recensione flash: 

Cecilia Ahern è una scrittrice incredibilmente originale. Ogni suo libro mi stupisce, mi meraviglia, a volte mi piace molto, a volte meno. Ma di sicuro non è mai banale.


Avete letto la trama? Sì, avete capito bene. Christine deve convincere Adam a non suicidarsi. Adesso ditemi come è possibile che questo sia stato uno dei libri più divertenti degli ultimi tempo. Ditemi come è possibile che ogni volta che andavo per aprirlo, mi si stampava il sorriso in faccia. No, non sono pazza. Mia madre mi ha fatto visitare. (Cit. Sheldon, se non sapete di chi io stia parlando, rimediate. Fino ad ora avete vissuto a metà.) 



Esclusa la pazzia, rimane solo una possibilità: Cecilia Ahern è magica. Ha un'ironia incredibile e crea situazioni di una comicità genuina che mi fanno divertire e sorridere anche quando non ne avrei voglia. Se vogliamo è quasi politicamente scorretta. Non puoi farmi ridere di un uomo che vuole buttarsi giù da un ponte! Eppure l'ho fatto. Non perché si prenda gioco di una cosa seria come il suicidio. Anzi, ci sono momenti di profondo pathos, di sofferenza, non viene trattato con superficialità. Ma viene alleggerito, viene portato su un piano diverso dal solito. 

Questo libro è stato un'altalena di emozioni, ho riso e mi sono commossa, ma soprattutto è stato una ventata d'aria fresca. 
Il mio voto è:




Titolo: La ragazza che hai lasciato
Titolo originale: The Girl You Left Behind
Autore: Moyes Jojo
Editore: Mondadori (collana Omibus)
Data di pubblicazione: 18 Marzo 2014
Pagine: 420
Serie: Singolo
Ambientazione: Francia, Inghilterra
Livello di sensualità: zero



Trama: Francia, 1916. Sophie, sposa innamorata del pittore Édouard Lefèvre, allievo di Matisse, è rimasta sola dopo che il marito è partito per il fronte allo scoppio della Grande Guerra. La giovane donna ritorna quindi al suo paese natale nel Nord della Francia, ora occupato dai tedeschi. Con grande audacia Sophie aiuta le famiglie in difficoltà suscitando l'interesse e l'ammirazione del locale comandante delle truppe nemiche, fino al giorno in cui, disperata, è costretta a chiedergli aiuto, dopo aver saputo che Édouard è stato catturato e rischia la vita. Per riaverlo è disposta a offrire ciò che ha di più caro: un bellissimo quadro dipinto dal marito che la ritrae giovanissima, intitolato "La ragazza che hai lasciato", divenuto per il tedesco una vera ossessione. Subito dopo, Sophie viene arrestata e portata via. Nessuno sa dove, né si hanno più sue notizie. Riuscirà a riunirsi al suo amato Édouard? Londra, 2010. Liv, vedova trentenne, sta ancora elaborando la dolorosa perdita del marito, un geniale architetto morto all'improvviso quattro anni prima. Ma quando incontra casualmente Paul, prova per lui una forte attrazione. L'uomo lavora per una società che si occupa di rintracciare opere d'arte trafugate durante la guerra, e proprio a casa di Liv vede il quadro che stava cercando da tempo, quello appartenuto un secolo prima a Sophie. Come mai Liv è in possesso di quel prezioso dipinto? E quali conseguenze avrà questa scoperta sulle loro vite?

Recensione flash:
Questo romanzo mi ha spiazzata, ma sono arrivata ad apprezzarlo molto. Avendo letto e amato molto Io prima di te, di questa stessa autrice, mi aspettavo qualcosa di simile da questo romanzo, cioè un argomento non facile ma trattato con sensibilità e con una piacevole ironia, che solo verso la fine ti strazia il cuore. Invece questo romanzo è completamente diverso. Quasi non mi sembra scritto dalla stessa mano.

In questo romanzo si percepisce fin da subito la drammaticità degli eventi, un senso di ineluttabile disastro incombe fin dalle prime pagine, per non lasciarti fino alla fine. I momenti ironici e felici ci sono, ma sono pochi e danno solo un breve attimo di tregua.
A causa delle mie aspettative, ho sofferto per buona parte del romanzo. Sofferenze che sono state placate e riabilitate dal finale del libro, per me totalmente sorprendente.

Ma andiamo con ordine. Il romanzo si può definire un romance, perché la storia, anzi le storie d’amore ci sono e sono una parte molto importante del libro. Anche se forse il vero protagonista è il dipinto che da il titolo al romanzo e non tanto le persone. Mi è piaciuta moltissimo l’impronta “investigativa” che è stata data alla storia. Il quadro infatti scompare nel 1916 e lo ritroviamo nel 2010 appeso nella camera da letto della protagonista. Come è finito lì? Per quali mani è passato? Cos’è successo a Sophie, la ragazza ritratta nel romanzo e originale proprietaria? Le risposte ci verranno date con il contagocce, scopriremo piano piano le varie tappe del suo incredibile viaggio. La parte del processo è molto interessante, se amate i romanzi di Grisham, in questo se ne sente qualche eco.

Il mio personaggio preferito è indubbiamente Sophie, una donna forte e positiva, che riesce a vedere la bellezza e la bontà d’animo anche in un mondo devastato dalla guerra, una donna che non perde le speranze nemmeno quando tutti gli altri le danno contro. Ma soprattutto è una donna che ama il marito, profondamente e intensamente, che è disposta a fare di tutto per lui, anche sbagliare.

La parte ambientata nel passato è stata quella che mi ha colpito di più, anche se quella moderna è più “romance”.

Devo dire che arrivata quasi alla fine ero però molto triste e anche un po’ delusa, perché la Moyes nell’altro romanzo era riuscita a farmi ridere e a farmi piangere, mi aveva dato sia la luce che il buio. Mentre in questo no, ne La ragazza che hai lasciato fino a poche pagine dalla fine avevo visto solo tenebre. Cos’è cambiato? Quelle poche pagine. Quel finale straordinario.

SPOILER SPOILERISSIMI!!!!!!! (Evidenziare per leggere)
Quel benedettissimo lieto fine, che mette a posto tutte (o quasi) le ingiustizie che il lettore ha sopportato nelle pagine precedenti. Quel lieto fine che ti riconsegna la gioia e la fiducia nel genere umano. Quel lieto fine che ti fa pensare: “Sophie, alla fine avevi ragione tu”. E quella frase, che ho sognato perfino stanotte, che rimette tutto a posto: “Herr Kommandant, che capirà: non preso, ma donato”. Pelle d’oca.

Consigliato a chi non disdegna una buona dose di drammaticità, a chi ama il periodo storico della prima guerra mondiale, a chi crede che la bellezza si possa trovare anche nelle situazioni peggiori, a chi ha fede nell’amore.
Il mio voto é:
Ciao a tutti, Alice

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