sabato 22 agosto 2015

Recensione I segreti della casa sul mare di Nora Roberts







Titolo: I segreti della casa sul mare
Titolo originale: Whiskey Beach
Autore: Nora Roberts
Serie: Singolo
Editore: Leggereditore
Data di pubblicazione: 18 giugno 2015
Pagine: 503
Punto di vista: Terza persona
Livello di sensualità: Medio







Trama: A Whiskey Beach c’è un gioiello incastonato sul promontorio, un guardiano a protezione della costa. È una villa che affaccia sul mare: per i turisti un sogno irrealizzabile, per Eli Landon, avvocato di Boston, semplicemente la casa di famiglia. Ma ultimamente sta diventando qualcosa di più importante, un rifugio lontano dai problemi. Sua moglie è stata uccisa, e la polizia sta scandagliando la sua vita alla ricerca di una prova di colpevolezza. La villa sul mare è il luogo della consolazione e dei ricordi, la casa della sua amata nonna. E poi lì non è solo: con lui c’è Abra Walsh, una donna determinata e instancabile, dai molteplici interessi e dai mille talenti – incluso quello di riuscire ad aiutare Eli a riprendere in mano la sua vita e riscattare il suo nome. Quello che li lega è più forte di una sincera amicizia, è qualcosa che unisce indissolubilmente i loro destini, anche ora che sembrano minacciati da qualcuno intenzionato a distruggere Eli Landon una volta per tutte...

"Nora Roberts sa appagare il lettore a ogni singola pagina."
The New York Times

“Una delle più grandi scrittrici dei nostri giorni.”
The Washington Post

Recensione di Vins:
Ennesimo RS della Roberts da annoverare tra quelli che mi sono piaciuti: ma, del resto, ce ne sono così pochi che mi hanno deluso che ora come ora non mi vengono nemmeno in mente.

Il libro è in puro stile Roberts: piccola cittadina dove tutti conoscono un po' tutti, folclore locale e uno dei protagonisti che cerca lì di rimettere in piedi la sua vita.
Questi è il classico protagonista che serve alla Roberts per far scattare il meccanismo di immedesimazione nel lettore: come lui, veniamo catapultati nella cittadina e nella vicenda così da scoprire il tutto piano piano attraverso i suoi occhi.
E' un meccanismo classico, certo, usato non solo in letteratura ma anche al cinema o nei fumetti: meno certa è invece la sua riuscita, cosa nella quale invece la Roberts eccelle ogni volta. Anche in questo caso, pagina dopo pagina, ti senti parte di quella cittadina, calato nelle sue atmosfere.

In questo libro, il personaggio catapultato è Eli Landon: ex avvocato ora aspirante scrittore, reduce da una serie di problemi che gli hanno praticamente devastato la vita.
E' con lui che scatta, o dovrebbe scattare, quel meccanismo di cui dicevo: è legato a Whiskey Beach più che altro nel passato, ma si trova comunque davanti una situazione del tutto nuova in una cittadina che, al tempo stesso, è rimasta legata alle sue tradizioni, ma è anche cambiata durante la sua assenza.
E' un personaggio che evolve attraverso un percorso, magari già battuto altre volte dalla Roberts, ma che non per questo risulta meno accattivante o meno riuscito e approfondito.
La recente lettura di romanzi piuttosto brevi, sebbene non fossero racconti, mi ha fatto riflettere su quanto sia di aiuto un libro corposo nel consentire ad un autore di analizzare e approfondire vicende, caratteri ed evoluzione di personaggi e sentimenti: ovvio che per farlo si deve essere in grado, si devono avere cose da raccontare, ma vale sicuramente la pena se alla fine la sensazione è di aver letto una storia completa, dove nessun aspetto è stato reso in modo superficiale.

La protagonista Abra è una vera e propria ciliegina sulla torta per quanto mi riguarda. Anche lei ha un passato a dir poco tormentato alle spalle, ma vi ha reagito abbandonando la vecchia vita e dedicandosi ad una miriade di interessi, alcuni dei quali le danno anche da vivere.
E' forse l'aspetto un po' meno realistico del personaggio: tra pulizie, lezioni di yoga, massaggi, creazione di gioielli, lavoro come cameriera in un bar e altre mille idee, sembra davvero un po' troppo per una sola persona.
Però il tutto centra il risultato voluto: ne esce un personaggio tridimensionale, amante della vita e che sa godersela, nonostante resti sempre un po' l'ombra del passato su di lei.
Un passato e una serie di esperienze che, in modo abbastanza classico per un personaggio positivo, l'hanno portata a voler fare della sua vita un qualcosa per aiutare gli altri, invece di barricarsi nel cinismo e nel pessimismo verso le persone.
E' un po' questa sindrome della crocerossina che funge da base per il rapporto tra lei ed Eli. Ma la Roberts non si limita a questo arricchendo il tutto con la lealtà e il sentimento profondo di amicizia che la lega alla nonna di lui.

Per il resto, il percorso di evoluzione della storia d'amore è, a mio modo di vedere, ineccepibile: sentimenti che nascono piano piano a causa della vicinanza tra i due che li porta a conoscersi in modo profondo.
Non mancano le parti dedicate alla reciproca introspezione personale, in cui l'autrice esplicita questi sentimenti per rendere chiaro perché i due si stiano innamorando a prescindere dall'attrazione fisica: ma, se questo spesso è necessario in romance dove il percorso non appare così chiaro, nella Roberts diventa solo un qualcosa in più di cui non si sente particolarmente bisogno, ma non per questo non viene accolto lo stesso con piacere.
In effetti forse una sua funzione ce l'ha: arricchisce il libro dandogli quella completezza di cui parlavo in precedenza.

Da un'autrice in grado di caratterizzare bene anche un cane (letteralmente se si pensa a Barbie), ti aspetti un lavoro simile anche sui vari comprimari, "cattivi" compresi. A questo proposito, grazie anche alle parti dedicate al POV del colpevole, la vicenda assume uno spessore di tutto rispetto pur nella sua semplicità. Semplicità che in realtà risulta chiara solo alla fine, perché la Roberts imbastisce una trama ricca di suspense e di misteri dei quali non sono venuto a capo facilmente.
Uno di questi aspetti mi ha colpito per la sua linearità e realismo: ti aspetti che la soluzione più semplice sarà scartata proprio perché troppo ovvia, invece l'autrice ti sorprende sposando per una volta la teoria del "Rasoio di Occam".
Le cose sono proprio come sembrano essere basandosi sugli indizi iniziali, senza bisogno di arrovellarsi il cervello con ipotesi ulteriori.
Ma non sarebbe la Roberts se si limitasse a questo: riserva infatti un mistero non facilissimo da scoprire, un'identità diciamo nascosta cui io forse son arrivato per esclusione solo ad un certo punto della vicenda.

Indubbiamente, sia dal punto di vista della trama gialla sia per quanto concerne la parte rosa, ci son stati altri RS della Roberts che mi hanno preso di più: ma è solo per questo che il libro non si colloca tra i miei preferiti in assoluto assestandosi, forse, appena un gradino sotto.

Il mio voto è:

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