martedì 13 ottobre 2015

Recensione doppia di Alakim, Le regole del gioco di Anna Chillon




Titolo: Alakim, Le regole del gioco
Autrice: Anna Chillon
Self Publishing
Pagine: 435
Data di pubblicazione: settembre 2015
Livello di sensualità: hot
POV: Terza persona



Trama: Lontano. Solo. Libero di accantonare quel poco di umanità rimasta, Alakim terrorizza le notti parigine dando sfogo alla parte più oscura di sé. È in queste condizioni che s’imbatte in un un uomo dalle grandi risorse ed empia inventiva, il cui potere cela azioni criminali. Alakim resta perciò a Parigi, lungi dall’idea di far ritorno e ignaro di chi, per amore o per vendetta, si è già messo sulle sue tracce. Per trovarlo, Nicole e Muriel hanno infatti deciso di intraprendere un viaggio che li costringe a mettersi in gioco nel più esplicito dei modi. Scelte difficili e persone senza scrupoli ostacoleranno il loro cammino, ma ciò che conta è trovare Alakim per essere uniti ancora una volta nel tentare l’impossibile, scommettendo ancora tutto in nome di un’amicizia.
Lotteranno, cederanno alla carne e scenderanno a compromessi con la propria coscienza, per comprendere che, in fin dei conti, il “gioco” non è soltanto quello che si palesa come tale, ma è la vita stessa, nella quale ogni vittoria non è altro che l’inizio di una nuova avventura.
E chi tira le fila, non sempre ottiene esattamente ciò che vuole.


COMMENTO DI CLAIRE:

Avete presente quegli atleti che segnano un nuovo record battendo se stessi? È ciò che è accaduto a Anna Chillon che con il suo Alakim, Le regole del gioco si conferma un’autrice talentuosa e poliedrica. Sia che scriva uno storico, o dei racconti erotici in cui esplora i desideri umani più oscuri oppure, come in questo caso, un urban fantasy (anche se è un po’ riduttivo affibbiare un genere a Alakim) la Chillon non sbaglia un colpo. 

Alakim
In questo secondo libro tutto, e intendo proprio tutto, è di più. Il ritmo è più serrato, la storia è più coinvolgente, il livello di sensualità raggiunge picchi molto, molto alti.
L’ambientazione cambia, non solo perché la storia si sposta per lo più a Parigi, dove Alakim si è rifugiato dopo la morte di Sam. Ma, mentre nel primo libro la storia è stata girata “in esterna”, in quella Marsiglia oscura e fumosa che fa tanto film da Jean Gabin, qui i nostri eroi si muovono dentro magioni principesche e in sex club per miliardari. 


Altra differenza rispetto al primo libro è la “disposizione” dei protagonisti, perché pur restando un romanzo corale grazie al gran numero di personaggi tutti ottimamente delineati, i protagonisti qui sono tre: Nicole, Alakim e Muriel. Quest’ultimo per buona metà del libro è un primo attore a pieno diritto e buca le pagine con la sua ambigua sensualità.


Ma veniamo alla storia. Alakim si è nascosto a Parigi dopo la morte di Sam dove dà sfogo a tutta la sua spietatezza, tanto che le testate giornalistiche lo indicheranno come il Knife Killer che sta terrorizzando la città. Nicole e Muriel lo inseguono decisi a non farlo sprofondare nel baratro di depravazione e orrore in cui la sua parte demoniaca lo sta seppellendo. E sarà proprio durante la ricerca del Serafino che il legame tra Nicole e Muriel si cementificherà grazie ad un’attrazione difficile da ignorare e a un sentimento che se non è amore poco ci manca. 


Muriel
E mentre i due amici vagano alla ricerca di Alakim imbattendosi in perversi dominatori, ricchi notai con il pallino del paranormale ed eccentrici attori in cerca di una parte da impersonare, il nostro eroe diventa la pedina di un gioco dove la morte e la vita disputano una partita a scacchi in cui nessuno sarà vincitore.


Devo dire che la Chillon ha impostato una trama eccellente, inserendo nuovi personaggi, meravigliosi sia nella loro purulenta malvagità che nelle loro umani debolezze.


I dialoghi, frizzanti, ironici e sempre azzeccati, accompagnano il ritmo che pagina dopo pagina incalza in maniera esponenziale, tanto che ad un certo punto ho dovuto rallentare per non perdere i particolari più importanti (so già che prima o poi rileggerò i due libri uno di seguito all'altro). La tecnica dell’Autrice si conferma perfetta: a tratti aulica, lo stile moderno e graffiante si mescola sapientemente a una terminologia che in altri casi avrei definito obsoleta, ma che solo la bravura della Chillon è riuscita a farmi apprezzare.

Discorso a parte merita la parte erotica che in questo libro, molto più che nel primo, prende il sopravvento. Lo troviamo nella malata adorazione di un vecchio che ama una fioraia devota a Dio, pur sognandone un’altra a cui ha tolto la vita. È nei biechi desideri di morte di chi non trova più stimoli nella sua esistenza, o di chi la vita ha tolto tutto. Per ciò che riguarda il nostro amato trio, non accade nulla di concreto se non dopo i due terzi del romanzo, ma ogni pagina gronda sensualità come preludio a ciò che ci attende e in cui ho sperato sin dal primo episodio. Ho trovato pagine e pagine dove l’erotismo raffinato, poetico e sanguigno riesce ad avvincere il lettore come solo questa scrittrice sa fare. Nei passaggi dove dolore e piacere si mescolano, la passione, l’amicizia e l’amore hanno dato vita ad alcune delle più riuscite scene erotiche che ho potuto leggere. 

Nicole

Altro aspetto da sottolineare sono i sentimenti che legano Alakim e Nicole, perché la parte demoniaca di Alakim è ancora preponderante rispetto a quella angelica di cui va detto, lui non ricorda quasi più nulla. La sua malvagità, la sua arroganza e la sua durezza sono immutate, eppure c’è un passaggio dolcissimo che mi ha commosso, in cui lui fa l’amore con Nicole e mentre la possiede cita i meravigliosi passaggi del Cantico dei Cantici di Re Salomone.


Il ritorno a Marsiglia sarà anche l’occasione per rincontrare i vecchi personaggi che in questo episodio hanno un ruolo marginale: Betanie ha una piccola ma fondamentale parte, padre Morel è quasi una meteora, il protettore che è stato imprigionato da Alakim nel romanzo precedente qui diventa un simpatico intrattenitore. E il misterioso commesso nel negozio di dischi? Ho avuto i brividi per tutto il tempo.


Molte situazioni sono rimaste in sospeso, tanto che l’ipotesi di un terzo libro conclusivo è verosimile. Alakim si libererà dal giogo demoniaco? Dio è così crudele come appare oppure è il burattinaio di un gioco che noi poveri mortali non siamo in grado di comprendere?

Cara Anna, non ci fare attendere troppo.
Il mio giudizio è



COMMENTO DI ALICE:

Samshat
Quando ho chiuso Alakim. Luce dalle tenebre, pensavo non avrei letto il seguito. Mi era piaciuto, ma mi aveva lasciato addosso una sensazione sgradevole. Pur avendo apprezzato l'originalità della trama e dell'ambientazione e lo stile particolare della Chillon, i contenuti e i sottotesti mi avevano turbata. Sì, sono un'anima candida (fino a un certo punto).
Eppure, quando Claire mi ha detto che Muriel aveva un ruolo fondamentale in questo secondo capitolo, non sono riuscita a resistere. Ho un debole per questo personaggio, che mi aveva intrigata molto più di Alakim stesso. Con la sua bellezza esotica, il suo atteggiamento malinconico e sensuale e il suo passato misterioso, mi aveva conquistata in poche pagine. Per non parlare poi di quella scena nel night club... Ehm, ho detto anima candida, MA fino a un certo punto! Insomma, il pensiero di Muriel mi ha fatto capitolare e così eccomi qui a parlarvi di Alakim. Le regole del gioco. 

Nel complesso mi è piaciuto più del primo libro, non solo perché conoscendo già i personaggi e l'ambientazione è stato semplice rituffarsi nella storia, ma anche perché ho trovato questo romanzo per certi aspetti meno estremo, meno duro, pur rimanendo sconvolgente per altri. Per il resto si è rivelato una piacevole conferma.
L'autrice scrive in un modo molto personale e riconoscibile, che può piacere o meno. A me piace molto, anche se trovo che a volte si faccia prendere la mano e usi termini troppo ricercati, così che nel contesto risultano anacronistici. Se possono avere una motivazione plausibile nei dialoghi tra angeli o nephilim pluricentenari, i quali hanno vissuti certi periodi storici e possono aver conservato alcuni vocaboli, li trovo fuori luogo nelle parti descrittive o nelle battute dei personaggi umani. Tanto che, invece di un contemporaneo, avevo a tratti l'impressione di essere precipitata in un romance storico. Qualche piccolo esempio? Termini come invero, siffatta, orsono, virgulto, rimembraregiaciglio ecc... mi risultano decisamente arcaici. Quando poi sono incappata in uno "stelo eretto e ingrossato", mi sono davvero fatta delle domande... E no, non si riferiva a un fiore...

Alakim

Ma passiamo alla trama. Il primo aggettivo che mi viene in mente è ricca. La storia abbonda di avvenimenti: dalla ricerca di Alakim da parte di Nicole e Muriel, al gioco spietato del notaio sociopatico, l'inserimento del personaggio della fioraia, l'accenno del rapporto pre-rinascita tra Alakim e Zaphkiel, il progetto Frankenstein di Muriel e il tanto atteso triangolo sensuale. Insomma, tanta carne al fuoco, non ci si annoia di certo. L'azione è davvero intensa, ma le emozioni e i sentimenti tengono agevolmente il ritmo, bombardando il lettore da così tante prospettive da lasciare frastornati.


Ad Alakim e Zaphkiel, pur raccontandoci poco del loro passato, la Chillon riserva uno dei passaggi più appassionati della Bibbia. Una canto poetico scritto dal saggio e ricchissimo re Salomone per una semplice ma bellissima ragazza del popolo, la quale ha preferito a lui un povero pastorello. Dubito fortemente che la scelta di questo amore non corrisposto sia stata un caso...
"Mettimi come un sigillo sul tuo cuore, come un sigillo sul tuo braccio, perché l'amore è forte come la morte, la gelosia è dura come il soggiorno dei morti. I suoi ardori sono ardori di fuoco, fiamma potente. Le grandi acque non potrebbero spegnere l'amore, i fiumi non potrebbero sommergerlo. Cantico dei Cantici 8:6,7"
Uno dei motivi per cui ho preferito questo libro è un certo addolcirsi di Alakim nei confronti di Nicole. Non fraintendetemi, lui rimane sempre un sadico bastardo, la cui parte demoniaca prova piacere nell'infliggere dolore, non rinnega la propria natura nemmeno per un istante. Ma dimostra per la sua Invocantes un'attenzione e una premura davvero straordinaria, se consideriamo da chi proviene. Trovo che questo passaggio spieghi benissimo il rapporto che li lega.
"Perché piangi?" le chiese. "Me ne accorgerei se ti stessi facendo male, ma mi sto trattenendo."
"Mi sei mancato." Nicole si resse a lui attirandolo a sé per sentire tutto il suo peso schiacciarla. Gli lambì la bocca, tramutò le parole in uno sfregarsi di labbra. "Tu fai male quando ci sei e ancora di più quando non ci sei."
Muriel
Un'altra caratteristica marcata di questa autrice è la prepotente sensualità delle sue storie. Anche in questo libro, il sesso è un protagonista importante e viene mostrato in tutte le sue forme, dalla più tenera e seducente alla più violenta e distruttiva. E qui mi ricollego al discorso che facevo inizialmente, quando vi parlavo di anima candida. Il sesso è troppo spesso accompagnato alla violenza, per i miei gusti. Ho perso il conto degli stupri e dei tentati stupri che ci vengono raccontati. E' un argomento a cui sono molto sensibile, mentre viene presentato con una naturalezza che, francamente, mi ha messa a disagio.

Non si può parlare di sesso senza parlare di Muriel, questo permanente con l'aspetto di un ventitreenne nativo americano dalla bellezza inumana, dai capelli d'ebano e gli occhi di ghiaccio. Occhi che nascondono dietro l'apparente imperturbabilità, un passato doloroso e una malinconia insopprimibile. Nato dalla relazione proibita tra l'Angelo delle Delizie e una prostituta indiana, sarà quasi un co-protagonista, insieme a Nicole e Alakim. Scopriremo molto di più su di lui, ma non abbastanza. Spero vivamente che l'autrice abbia in serbo un libro tutto per lui. *_*

Molto interessante il messaggio che viene lanciato ripetutamente, più o meno apertamente: non esistono scelte giuste e scelte sbagliate. Esistono solo delle scelte. Ed è proprio questa la libertà più preziosa e vera, la possibilità di scegliere.

Avrei tante altre cose da dire su questo romanzo, l'ho trovato estremamente stimolante, sotto tutti i punti di vista, ma non voglio anticiparvi altro. Lo consiglio senz'altro, ma penso non sia una lettura per tutti. Uomo avvisato, mezzo salvato.

Il mio voto è:

4 commenti:

  1. Bei commenti per un altro romanzo della Chillon che centra il bersaglio... e anche "la pancia"! Il problema è che poi non se ne va facilmente dalla testa: io l'ho terminato da qualche giorno e mi sento ancora terribilmente "orfana"!!! :-(

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  2. Belle entrambe le recensioni per un libro favoloso! @Ermione: io lo sto rileggendo, non riesco a lasciarlo andare :'(

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  3. Grazie Ermione! Grazie Nina! Anch'io sto continuando a pensarci. E' davvero un romanzo che lascia il segno. :)

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  4. Grazie Ermione! Grazie Nina! un romanzo difficile da lasciare. Ammetto che sto rileggendo alcune parti...

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