giovedì 22 ottobre 2015

Recensione Prima di incontrarti di K.A. Tucker (Serie Ten Tiny Breaths #0.5)



Titolo: Prima di incontrarti
Titolo originale: In Her Wake
Autore: K.A. Tucker
Serie: Ten Tiny Breaths #0.5
Editore: Newton Compton
Data di pubblicazione: 8 ottobre 2015
Pagine: 129
Punto di vista: prima persona (Cole)
Livello di sensualità: bassa


Trama: Un bicchiere di troppo e il rientro dopo una festa al college si trasforma in tragedia. Muoiono sei persone e da un momento all’altro la vita di Cole Reynolds, uno dei superstiti, cambia irreversibilmente. Non è facile per lui fare i conti con le proprie responsabilità nell’accaduto. In passato avrebbe chiesto aiuto ai suoi amici di sempre, quelli che sono cresciuti con lui e gli sono stati accanto da quando ha mosso i primi passi, ma non ci sono più. E a causa sua ora c’è una ragazza di soli sedici anni che lotta per la vita in un ospedale, un’esistenza distrutta a causa di una birra e di un mazzo di chiavi.
Tutti gli dicono che non è colpa sua, che non avrebbe potuto prevedere ciò che poi è successo, ma Cole non può fingere di non notare quegli sguardi su di sé, quei sussurri alle sue spalle. Né può ignorare il devastante senso di colpa nei confronti di quella ragazza nel suo letto d’ospedale. Vorrebbe incontrarla per chiederle scusa, ma non gli è concesso. Con il passare dei mesi, la vergogna e la solitudine prendono il sopravvento, e Cole perde interesse in tutto ciò che prima reputava importante: il college, la sua ragazza, il suo futuro. La sua vita. Finché non arriva a toccare il fondo, ed è allora che intravede una via d’uscita dal suo inferno personale: il perdono. Ma c’è solo una persona al mondo che può concederglielo.

Recensione:
Spoiler per chi non ha letto Dieci piccoli respiri.
Poche pagine, ma di un'intensità straziante. Se pensate che questo sia Dieci piccoli respiri scritto dal punto di vista di Cole, state toppando alla grande. Come dice il titolo, questa è la storia di Cole prima di incontrare Kacey. Inizia esattamente la sera del famoso incidente. Ci mostra tre ragazzi, amici per la pelle, praticamente fratelli, che si divertono ad una festa come tante altre. Sono spensierati, ma non stupidi, sconsiderati o frivoli. Pensano allo studio, non solo a divertirsi e alle ragazze. Decidono di rientrare presto proprio perché si devono preparare per gli esami. Ma una piccola scelta, una ridicola svista, cambia totalmente e definitivamente la loro vita, e quella di tutti coloro che gli stanno intorno.

Cole si trova dalla sera alla mattina solo. Una solitudine devastante, tanto più perché auto-imposta. I due amici, che erano per lui come dei fratelli, non esistono più. E niente ha più senso. Non ha mai giocato in una squadra senza Sasha, non ha mai vissuto a più di qualche metro di distanza dall'amico, da piccoli hanno stretto uno di quei patti infantili ma sinceri come solo dei bambini possono fare.
"Amici e fratelli per sempre.
Non ci diremo mai bugie.
Quello che è tuo è mio e quello che è mio è tuo.
Non abbandoneremo mai nessuno."
Serve a poco il sostegno che i genitori e la fidanzata gli offrono. Perché lui non si sente degno di riceverlo, non si sente degno di vivere, a dirla tutta. Si chiede se sia giusto che tutti gli altri siano morti, mentre lui è ancora vivo.

Cole deve toccare il proverbiale fondo, prima di riuscire a risalire. E credetemi, più a fondo di dove arriva lui, difficilmente si riesce ad andare. In mezzo a tutta la sua disperazione, ha un solo pensiero fisso che lo tiene ancorato al presente, anziché al passato e a quello che non c'è più. Ed è proprio Kacey. La ragazzina di 16 anni che è rimasta sola a sua volta, per colpa sua. Il senso di colpa è sempre presente, non lo abbandona mai, è un'ombra che lo divora vivo. L'unica cosa che può salvarlo dal baratro è rivedere negli occhi di Kacey quella luce che si è spenta quella sera maledetta. Avere l'illusione di non aver rovinato anche la sua vita.
"Perché posso fare ammenda in mille modi, ma non penso riuscirò mai a guardare avanti se non lo fa lei. Se non le torna quello scintillio negli occhi, quel sorriso radioso."
La sua diventa una vera e propria fissazione, tanto da rasentare lo stalkeraggio selvaggio. Arriva ad incontrarla un paio di volte, senza che lei lo riconosca. Le telefona, solo per sentire la sua voce, solo per assicurarsi che sia ancora viva e sobria. La cosa mi ha fatto tenerezza e mi ha inquietata quasi nella stessa misura, perché intendiamoci, quello che fa Cole non è normale, né sano.

Ancora una volta l'autrice dimostra di essere una persona seria e inserisce, come passo fondamentale per arrivare alla guarigione, l'assistenza psicologica. Incontriamo così nuovamente il dottor Stayner e i suoi metodi poco ortodossi.

Lo consiglio di tutto cuore a chi ha amato Dieci piccoli respiri. E' fondamentale per capire e conoscere davvero Cole, cosa lo porta a diventare Trent e a fare quello che fa. Personalmente, mi ha aiutata a giudicarlo meno severamente.

Il mio voto è:

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