mercoledì 4 novembre 2015

Recensione Vento di Kornog di Alessia Litta


Titolo: Vento di Kornog
Autore: Alessia Litta
Serie: autoconclusivo
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 3 ottobre 2015
Pagine: 221 (kindle edition)
Punto di vista: prima persona
Livello di sensualità: basso


Trama: Claire, italiana d'adozione, non ha ricordi della sua infanzia, ma possiede l’abilità di leggere le memorie degli oggetti e delle persone che tocca. 
Quando, per caso, si trova fra le mani una lettera di sua nonna, creduta morta da anni, si rende conto che le sono state raccontate molte bugie. I suoi genitori, infatti, non solo l’hanno tenuta lontana dalla Bretagna - sua terra d’origine - senza spiegarle le ragioni, ma le hanno nascosto che lei è la causa della loro fuga dalla Francia. Qualcosa è accaduto quando era solo una bambina. Qualcosa che non ricorda. 
Determinata a capire, Claire decide di raggiungere la Bretagna. 
E in quella terra di leggende, battuta da venti e tempeste, si imbatterà nei Laouenan, ricca famiglia che vive in un maniero arroccato su una scogliera. Qui scoprirà che un segreto terribile circonda l’enigmatico e taciturno proprietario da cui tanto si sente attratta, e che un filo sottile li lega. 
Ma sarà solo scavando nel passato dei Laouenan, tra intrighi, rivelazioni raccapriccianti e nuove amicizie, che Claire troverà la verità su se stessa, e potrà così riprendersi ciò che ha perduto. 

Recensione:
Sono capitata su questo libro per caso. Vedevo da qualche giorno l'annuncio su Facebook e aveva il like di un paio di autrici che conosco (virtualmente parlando) e con cui condivido buona parte di gusti letterari. Quindi ho pensato "perché no?" e ho scaricato l'estratto. Dopo poche pagine, avevo dimenticato di avere tra le mani un libro self, catturata dallo stile fluido e accattivante dell'autrice, senza forzature e senza errori. Finito l'estratto, il dito è corso sul tastino compra e ho continuato la lettura.

St. Malò - Bretagna
E' difficile incasellare Vento di Kornog in genere ben preciso, perché è un insieme di contaminazioni: contemporary romance, paranormal, thriller, suspense, una punta di horror... E' tante cose, ma tutte quante fatte bene. 

La storia è avvincente fin dalle primissime pagine. Claire ha 29 anni e, da quando ha memoria, ha la capacità di vedere nel passato di oggetti o persone, quando ne viene in contatto. Ma sono piccoli flash, pochi istanti. Oltre a questa particolarità, Claire sa che nel suo passato è successo qualcosa di terribile. Qualcosa che i suoi genitori non hanno mai voluto rivelarle. Qualcosa che li ha spinti a portarla via dalla Bretagna, quando aveva solo nove anni.
Alla morte della madre, Claire scopre che la nonna che credeva defunta è in realtà viva e vegeta. Decide quindi di tornare in Francia per cercare di scoprire cosa è successo tanti anni fa e forse, finalmente, ritrovare la parte di se stessa che sente di aver perduto.

L'ambientazione bretone è originale ed estremamente affascinante, oltre che accuratissima. Più volte, durante la lettura, mi è sembrato di respirare l'aria fredda e salata del mare, ho sentito sulla pelle il tagliente vento dell'ovest (o di kornog), ho visto le scogliere scoscese a dirupo sul mare e ho sentito i profumi della cucina bretone... 

Insieme a Claire, restiamo affascinati da questo mondo così diverso dalla caotica Roma, città nella quale è cresciuta. Un mondo che risveglia i suoi ricordi infantili. E insieme al passato, anche la sua dote di "vedere" si intensifica, regalandole visioni sempre più lunghe, particolareggiate ed angoscianti. L'atmosfera del romanzo si fa sempre più cupa, asfissiante, terrorizzante. Il mistero che aleggia nel suo passato diventa sempre più incombente, si allarga arrivando ad avviluppare anche altre persone, in particolare la nobile famiglia di Laouenan. Cosa la lega a loro?

Menhir bretone
Quando Claire viene in contatto con Damien Laouenan e la sua famiglia, al lettore sembra di fare un salto nel passato di circa un paio di secoli. Una villa enorme, una storta alla caviglia che impedisce alla nostra eroina di andarsene, come nella migliore tradizione di austeniana memoria, grida nel cuore della notte, alla Jane Eyre, curiosità fatali, alla Barbablù, e gente radunata del salotto per la confessione del misfatto, alla Agatha Christie. Un mix riuscitissimo e perfettamente bilanciato. Fino alla devastante rivelazione finale...

Un romanzo quasi perfetto, sia nella forma che nei contenuti. Consigliato a chi ama le atmosfere cupe e gotiche, le ambientazioni curate ed originali, che non disdegna una buona dose di paranormale e non si spaventa facilmente, come la sottoscritta.

Il mio voto è:

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