lunedì 16 maggio 2016

Recensione Love.Un nuovo destino di L.A.Casey
(Serie Slater Brothers #1)

Titolo: Love. Un nuovo destino
Titolo originale: Dominic
Autrice: L.A. Casey
Serie: Slater Brothers #1
Editore: Newton Compton
Data di pubblicazione: 28 aprile 2016
Pagine: 352
Punto di vista: prima persona
Livello sensualità: medio

Trama: Dopo aver perso i genitori in un incidente d’auto, Bronagh Murphy ha deciso di tenersi a distanza dalle persone, per non dovere soffrire più in futuro. Non ha amicizie, parla poco con gli altri e gli altri la lasciano stare, proprio come lei desidera. Almeno fino a quando Dominic Slater non entra nella sua vita. Abituato a essere sempre al centro dell’attenzione e ad avere gli occhi di tutti addosso, Dominic non può accettare di essere ignorato. Eppure, a quanto pare, la brunetta dalla lingua tagliente non lo degna di uno sguardo, e questo lo fa impazzire. Tanto che quella ragazza solitaria diventa una vera e propria ossessione, ma l’unico modo per arrivare a lei è trascinarla fuori dall’angolo in cui lei stessa si è infilata…

Recensione di Alexandria:

Parlare di questo libro non sarà facile, non perché sia un tale capolavoro che merita discussioni accademiche infinite, ma forse per tutto il contrario. Iniziamo dal titolo, in italiano Love. Un nuovo destino, in inglese Dominic.
Posso dire: perché? Perché, signori delle CE vi ostinate a dare ai libri titoli così palesemente da Romance? Seriamente credete che non basti inserire il libro in quella categoria per essere tale? Serve davvero un titolo mieloso che faccia pensare a una storia d’amore strappa ovaie e non privilegiare il titolo originale? Evidentemente sì.

Come si evince dal titolo originale, il protagonista di questo libro che fa parte della serie Slater Brothers (cinque fratelli in tutto, Dominic, Damien, Alec, Kane e Ryder), è, appunto, Dominic.
Il libro è ambientato in Irlanda e racconta in prima persona la storia di  una ragazza di nome Bronagh, piuttosto chiusa, che non si piace e che si ritiene poco attraente, spesso vittima di bullismo a scuola e con un complesso d’inferiorità per cosce e sedere.

Nella scuola superiore che frequenta, Bronagh trascorre il suo tempo come un fantasma, senza amici e senza alcuna voglia di farsene. La morte dei genitori l’ha lasciata sola con una sorella di dieci anni più grande di lei, e con la terribile paura di affezionarsi a chiunque altro a parte Branna, dato che le persone tendono a scomparire così come era successo ai suoi.

Tutto questo finché a scuola non compaiono due gemelli americani, strafighi e da far balzare gli ormoni a mille: Dominic e Damien, identici se non per il colore dei capelli, castani quelli di Dominic, biondi quasi bianchi quelli di Damien.
Pur essendo spesso vittima di bullismo, Bronagh non è certo una che non risponde se infastidita. E questa è la prima cosa che mi ha fatto storcere il naso. Vittima di bullismo, ma sa tenere testa al mondo? Oooook. La ragazza usa spesso un linguaggio molto colorito, non solo coi compagni di classe e la sorella, ma anche con gli insegnanti. Ora, io non so come siano le scuole in Irlanda, ma rivolgersi in certi modi agli insegnanti non credo sia consentito nemmeno nel Bronx.

Questa del turpiloquio è, purtroppo, una costante per tutto il libro. Le parolacce sono davvero eccessive, usate come intercalari e come chiusura di frasi, spesso assolutamente inutili nel contesto del discorso. Sembra che diano spessore e sostanza, che sottolineino delle affermazioni, ma a me, che non sono per nulla una puritana e non lesino le mie belle imprecazioni colorite, hanno dato solo parecchio fastidio.

Andando avanti nella lettura mi sono resa conto che l’uso di queste parolacce aveva nel linguaggio originale della storia un’altra funzione. E qui arriviamo al problema fondamentale del libro: la traduzione. Ebbene sì, ho dovuto mettere mano al testo in inglese  per capire cosa stavo leggendo in italiano.
In inglese, e in particolare nell’uso dello slang, il termine SHIT viene usato come il termine KUSO giapponese, cioè oltre a significare merda o cazzo, significa semplicemente maledizione, diamine, accidenti, accipicchia, capperi, cavolo, perbacco.
Non metto in dubbio che il linguaggio dei nostri amici sia davvero sboccato, ma non sempre shit va tradotto con cazzo. State certi che non ho mai visto tanti cazzi in vita mia in un libro.

All’inizio pensavo che i protagonisti della storia fossero Bronagh e Dominic. Mi sbagliavo. Il protagonista del libro è il culo di Bronagh. Pagine e pagine sono dedicate a questo culo e al fatto che debba essere ritenuto “grosso” come dice Bronagh o “poderoso” come lo intende Dominic.
La questione del sedere di Bronagh, unita al fatto che in italiano associare l'aggettivo "poderoso" a culo è un evidente ossimoro in termini di eleganza letteraria, mi ha costretto a vedere attentamente la faccenda nella versione originale. Ho capito allora che la questione era tutta incentrata sui termini fat ass come lo percepiva Bronagh  e phat ass come invece lo intendeva Dominic. Solo che phat non significa poderoso. Che razza di traduzione è? Phat significa da sballo, grandioso, mozzafiato, eccezionale.  GRAN CULO. A parte l’evidente gioco di parole tra phat e fat, però, ce ne vuole a parlare così tanto di un culo!

Andiamo avanti.
L’interesse di Dominic per Bronagh spinge la ragazza a farsi due domande: davvero vale la pena continuare a sopravvivere chiusa in una bolla che tiene lontano tutto e tutti? La risposta è no. Ed è così che tra parolacce e pugni e calci e maltrattamenti vari (tutti di Bronagh verso il povero Dominic, alla faccia della vessata a scuola), i nostri due protagonisti finiscono per mettersi insieme.

E qui arriviamo alla parte dolce della storia. Tra i due il rapporto si rafforza e grazie alla dolcezza di Dominic, Bronagh si scioglie e si libera della sua corazza. Finché il nostro Dominic non si mette a parlare strano, cominciando a dire a Bronagh “Io ti vivo.”
Chiariamo questo punto.
"I more than like you but don't feel near love yet, so I put the word love and like together and got live so I live you. I'm in live with you, pretty girl."
Il gioco di parole, stavolta, è fatto tra I like you e I love you. Dominic sente per Bronagh qualcosa di più della semplice simpatia (I like u) ma non è ancora definibile amore (I love u) così unisce insieme le due parole creando I LIVE YOU, in italiano “IO TI VIVO”. Beh, è davvero difficile rendere una cosa del genere senza fare impazzire un povero lettore che si trova davanti frasi senza senso.

Come quando Bronagh parla di certi "pantaloni da bambina grande" che deve tirarsi su. Avendo confidenza con lo slang, ho capito subito che la frase si riferiva a un modo di dire tipico degli americani che riguarda il fatto di essere ormai grandi e quindi capaci di fare qualcosa. Essendo un modo di dire, non credo che vada tradotto letteralmente per noi italiani, perché per noi tale espressione risulta davvero oscura. E’ come se la nostra espressione “il mattino ha l’oro in bocca” fosse tradotta letteralmente in inglese. Non credo che chi legge capirebbe cosa intendiamo noi con quella frase.

Insomma, se proprio volete passare un paio di giorni leggendo questa storia, fatelo senza aspettarvi troppo, consapevoli che non è un capolavoro e che sarebbe meglio leggerlo in inglese. La mia valutazione, infatti, è sul testo inglese e non su quello italiano.

Sicuramente vi piacerà la passione di Dominic, il suo essere misterioso e perennemente pieno di lividi (non tutti procuratigli da Bronagh, per fortuna), il suo fisico scolpito, le sue abilità di amatore, ma ricordatevi che holy shit significa anche “maledizione”.

9 commenti:

  1. Questo libro non mi ispira per niente >.< Ho letto molte recensioni, alcune negative, altre positivissime ma sono restia... Cara Newton stavolta non ci casco U.U

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  2. Mi trovi d'accordissimo con questa recensione! Ho letto anch'io questo libro, l'ho iniziato in italiano e l'ho finito in inglese. La traduzione è stata pessima e l'uso troppo frequente di parolacce mi ha infastidita non poco! Ho detto pressapoco anch'io le stesse cose nella mia recensione e ho consigliato caldamente la lettura in inglese!!

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  3. @Frency,sono contenta davvero che la vediamo allo stesso modo. Nella recensione non ho parlato di "clitoridino" perché non volevo infierire ulteriormente, ma davvero credo che "little clit" sia molto più sopportabile della versione italiana che poteva essere resa diversamente. Insomma, in certi frangenti sentir parlare di "clitoridino" è istigazione all'omicidio.
    @Hopeless, letto in inglese non è peggiore di tanti NA in circolazione. In italiano lo leggerei proprio a tempo perso.

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Anche per me proprio per l'uso frequente di parolacce mi ha reso difficile continuare la lettura. Peccato perchè la storia poteva essere carina se però scritta meglio. Non sono brava come voi nel leggere in lingua ma adesso leggendo i vostri commenti e la recensione penso che hanno sbagliato un pò di cose. Tuttavia non credo proprio che leggerò il seguito

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  6. Mi sento meno sola, dopo aver letto la tua recensione! *_*

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  7. "State certi che non ho mai visto tanti cazzi in vita mia in un libro": e meno male che non si tratta di un erotico puro XD
    Ero scettica già dalla prima anteprima che la NC avrebbe tradotto questa serie, e niente, dopo aver letto in giro più o meno le stesse tue titubanze, è sicuro che lo leggerò in inglese e amen. Tra titoli messi alla cavolo, traduzioni letterarie lì dove non ce ne sarebbe bisogno e serie interrotte, noi lettori italiani dovremmo imparare a leggere in inglese come questione di sopravvivenza u.u

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  8. @Rosa nemmeno in tutta la Confraternita della Ward ne ho visti tanti.
    @Susy, ho controllato e il prossimo ha un'altra traduttrice. Magari io ci provo a leggere il seguito.
    Stay tuned.Vi terrò aggiornate XD

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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