martedì 19 settembre 2017

OUTLANDER: Recensione 3x02 "Surrender"


Un episodio strepitoso. E no, non per il primo piano a sorpresa del commovente fondoschiena di Jamie. O per lo meno, non solo per quello. Ora che ho smaltito l'invidia per Mary, posso provare a parlarvi in modo sensato di quello che è successo. Fino a mezz'ora fa non ne sarei stata in grado visto che la mia faccia era più o meno questa:


In particolare per la scena finale, che è stata davvero, davvero commovente. Ma tanto tanto. Comunque andiamo con ordine, mi sono ripromessa di essere super sintetica questa volta. Vediamo se ci riesco veramente. 

Piccola premessa: come nell'episodio precedente, vengono portati avanti in parallelo le storie di Claire nel presente e Jamie nel passato, ma gli avvenimenti delle due realtà non vanno avanti di pari passo, termporalmente. In Scozia infatti sono già passati sei anni, mentre a Boston solo pochi mesi. 


Jamie, da quando è stato riportato a Lallybroch più morto che vivo, si è ripreso per quanto riguarda la salute fisica, ma non si può dire altrettanto della sua anima. Il nostro fiero scozzese ne ha passate di tutti i colori nella sua vita, cose che avrebbero distrutto un uomo più fragile di lui e che, in effetti, hanno quasi annientato anche lui. Ma quello che gli ha tolto la scintilla vitale è stato perdere Claire. Con i capelli e la barba lunghi, il corpo smagrito e l'espressione assente, sembra poco più di un fantasma, un morto che cammina. Lo scintillio che ha sempre animato il suo sguardo, il sorriso scanzonato e onnipresente, la battuta pronta... è tutto scomparso. 

Siccome è ricercato e sulla sua testa pende una sostanziosa taglia, vive nascosto in una grotta, in mezzo ai boschi, completamente isolato. Solo di rado può correre il rischio di andare a Lallybroch e vedere i suoi famigliari. Le giubbe rosse continuano periodicamente a perquisire la zona, Ian, il cognato, si fa spesso delle vacanze al fresco in galera per il sospetto che grava su di loro. In una di queste occasione, con Ian in prigione e Jenny debole per aver appena partorito, i soldati arrivano di sorpresa, attirati da un colpo di pistola sparato da Fergus. Per poco non scoprono Jamie e lui si rende conto che, se fosse successo, tutti quanti sarebbero stati uccisi come traditori. Il senso di colpa, insieme alla vista del nipotino neonato, lo scuotono un poco dalla sua apatia. Ma non è nemmeno lontanamente sufficiente per riportarlo quello di un tempo.

Nel frattempo Claire se la passa decisamente meglio, in un comodo letto, con un tetto solido sopra la testa e la piccola Brianna da stringere tra le braccia. Ma anche lei soffre, a modo suo. E qui la battuta sarebbe facile, ma siamo sinceri. Quale donna, dopo aver avuto un uomo come Jamie tra le gamb... ehm, tra le braccia, potrebbe accontentarsi di qualsiasi altro uomo? Frank è affascinante, colto e tanto gentile, adora Bree, ma non è Jamie. E questo Claire non riesce a dimenticarlo. Nemmeno quando ci prova e tenta il contatto fisico. Ho trovato molto ambigua la sua frase: "Mi manca mio marito". Ho avuto l'impressione che non parlasse di Frank... e il fatto che abbia tenuto gli occhi chiusi per tutto il tempo ha confermato la cosa. Il confronto tra i due è inevitabile e si risolve con due letti separati... 

Torniamo in Scozia... sia Fergus che Jenny affrontano a turno Jamie, mettendolo di fronte al fatto che non è più lui. La sorella gli dice che è come se non fosse mai tornato davvero e il francesino lo chiama codardo, per la sua passività. Un altro avvenimento che dà una bella scossa al nostro Rosso riguarda proprio quest'ultimo. Il ragazzino si accorge di essere seguito da delle giubbe rosse e inizia a provocarle di proposito per attirarle lontano dal nascondiglio di Jamie. Peccato che calchi un po' troppo la mano e la mano finisca per perdere. Una scena che colpisce allo stomaco, soprattutto perché il sangue è quello di un bambino. Jamie ha visto tutto nascosto tra gli alberi, ma è successo tutto talmente in fretta da non dargli il tempo di intervenire. Ciò nonostante si sente responsabile e finalmente crolla. Probabilmente per la prima volta si permette di lasciarsi andare e piange sulla spalla della sorella. 

Fergus l'ha presa con filosofia, anzi, è contento perché inizia a vedere Jamie riemergere dalla sua apatia. "Mi hai ricordato che ho ancora qualcosa per cui combattere". Sì, ha ancora una famiglia, una casa e un clan da proteggere e, come è tipico di lui, finisce per prendere la decisione migliore per gli altri e peggiore per sé. Convince Jenny a consegnarlo agli inglesi e incassare la taglia. Così risolveranno in un botto due problemi: quelli economici e la continua ingerenza dei soldati.
La sera prima di andarsene, riceve la visita di Mary MacNab, la quale va a dargli conforto nel modo in cui tutte noi sassenach avremmo voluto fare. Alzi la mano chi non l'ha invidiata a morte! È una scena delicata e molto onesta, perché non è improntata sulla frustrazione sessuale ma sul bisogno umano di contatto fisico. Jamie è il gentiluomo di sempre e quando chiude gli occhi (proprio come Claire) ha la delicatezza di fornire alla donna una scusa che salva la sua dignità. "Sei una bella donna. Lo faccio sempre." Una bugia pietosa, ma gentile. E noi lo amiamo anche per questo. E lo amiamo ancora di più per la lacrima che gli scorre sulla guancia, mentre si china a baciare la donna. È stato quasi un addio a Claire, non credete?

Così, mentre Claire trova il modo per sentirsi di nuovo integra iniziando a studiare medicina all'università, anche Jamie torna in un qualche modo se stesso. Questa è la scena che più mi ha toccata. Un Jamie sbarbato e con il sorriso sulle labbra appare sotto l'arco di Lallybroch, gridando alla sorella: "Sono tornato a casa!" Qui Laura Donnelly è stata straordinaria, ha un'espressività pazzesca e solo guardandola in faccia leggiamo chiaramente i suoi pensieri: "Sì, sei tornato. Sei davvero tornato, questa volta. Finalmente. Sei tu." Una commozione che lascia presto il posto al dolore e alla rabbia per essere stata costretta a consegnarlo agli inglesi. Le giubbe rosse infatti sbucano da ogni angolo e lo imprigionano, mentre lui continua la sceneggiata per reggerle il gioco. Ma mentre lui recita, ogni parola che esce dalla bocca della sorella è la pura verità: "È solo colpa tua. Non mi hai dato scelta e non ti perdonerò mai." Straziante... 

Un episodio bellissimo, intriso di profonda tristezza e disperazione, ma che si è chiuso con un pizzico di luce, perché i nostri due amanti divisi dal tempo hanno trovato un modo per andare avanti, nonostante tutto. Un applauso a Laura Donnelly, per quanto mi riguarda la sua interpretazione è stata eccezionale. 

4 commenti:

  1. Ahhhh devo proprio iniziarla questa serie, devo decidermi una buona volta!

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  2. Eccomi Alice!
    Non sono passata subito perchè non l'avevo vista subito la puntata e quindi o preferito non leggere prima.
    Wow che puntatona! Avevi ragione!
    Premetto col dire che io Jenny non mi è mai stata tanto simpatica nei libri, le ho sempre preferito Ian o suo figlio il giovane Ian. Sarà pure un personaggio forte e caparbio, a volte si vede che è una Fraser ma non so non mi ha convinta. In questa serie poi ha doppiatrice di Pepa del Segreto e continuava a non convincermi, però con questa puntata mi ha sorpresa. Bella interpretazione davvero e condivido le tue parole.
    Inoltre devo dire che a parte piccole, piccolissime incongruenze con i libri queste stagioni sono davvero uguali ai libri e proprio per questo mi stanno piacendo sempre di più. L'attesa di rivederli insieme è tanta ma anche nel libro non vedevo l'ora che si ricongiungessero quindi stessa agonia di una volta uff!
    Ancora una volta post stupendo Alice! E scusa per il lunghissimo commento

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    1. oooh ma che orrore ho scritto o preferito senza acca... accidenti alla fretta!!!

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