sabato 11 aprile 2015

Recensione Un fiore nella polvere di Susan E. Phillips




Autore: Susan Elizabeth Phillips
Titolo: Un fiore nella Polvere
Titolo Originale: Fancy Pants
Serie Wynette Texas series #1
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
Pagine: 368
Anno di pubblicazione: 1991
POV: terza persona
Livello di sensualità: medio


Trama: Francesca, un'affascinante e viziata ragazza inglese della buona società, alla morte della madre si ritrova sola e, inaspettatamente, senza un soldo. Per guadagnarsi da vivere tenta la carriera cinematografica negli States, ma la realtà si rivela ben più dura del previsto e a lei non resta che andarsene. L'incontro fortuito con Dallie Beaudine - campione di golf e rubacuori, ottimista e pragmatico - cambia radicalmente la sua esistenza...

Serie Wynette, Texas:
Un fiore nella polvere (serie Wynette, Texas #1))
Lady Be Good (Wynette, Texas #2) inedito in Italia
Glitter Baby (Wynette, Texas #3) inedito in Italia
First Lady (Wynette, Texas #4) inedito in Italia
What I Did for Love (Wynette, Texas #5) inedito in Italia
Call Me Irresistible (Wynette, Texas #6) inedito in Italia
The Great Escape (Wynette, Texas, #7) inedito in Italia

Commento:
La Phillips non mi delude mai, magari scrive libri che trovo carini, ma che comunque divoro quasi fossero deliziosi pasticcini. Oppure pubblica delle vere e proprio chicche in grado di scavarmi dentro una voragine che difficilmente riesco a riempire nei giorni successivi alla fine della lettura. Un fiore nella polvere è uno di quei casi.

Il  libro si può considerare un esempio di letteratura vintage, l'anno di pubblicazione la dice lunga sull'ambientazione della storia, che parte nel 1976 per poi fare un salto temporale di dieci anni. Ovvio, la descrizione dei vestiti, delle automobili e di tanti altri particolari sono indicativi sul periodo storico, ma a mio avviso sono dettagli trascurabili, è la storia quella che conta.


Francesca è, come recita la sinossi, una bellissima e viziata fanciulla inglese, una che a nove anni trascorreva le vacanze sullo yacht di Onassis e giocava a ramino con Churchill. La madre è il tipico esempio di come si possa rovinare una creatura, facendola crescere nella bambagia e nella convinzione che tutto sia dovuto, in virtù di una bellezza che è in grado di aprire qualunque porta e risolvere qualsiasi problema. E quando la madre di Francesca muore lascerà la figlia sola e piena di debiti. Ovviamente tutti coloro che fino ad allora si erano professati amici le voltano le spalle e Francesca vola in America, credendo che il cinema e la sua bellezza potessero diventare il lasciapassare per il futuro. Nulla di più falso.

Il sogno americano si rivelerà un miraggio nel deserto e sola, senza un soldo incontrerà Dallie Beaudine. E' il classico esempio dell'eroe Phillipsiano: bellissimo, insensibile, tendente al bastardo doc. Ma è anche un uomo profondamente ferito dalla vita e con un segreto che lo logora come una goccia su una pietra. Francesca ha vent'anni e si innamora perdutamente di Dallie, che non le promette nulla e, bisogna ammetterlo, non la illude mai. Eppure il passato ritorna e Francesca si troverà di nuovo sola contro il mondo e soprattutto contro se stessa. Da sola, in una strada polverosa, con in tasca venticinque centesimi, in un paese straniero, deve sopravvivere e lottare. E la Phillips è maestra nel mostrare come questa ragazza riesce a reinventarsi e a dimostrare al mondo e a se stessa quanto vale veramente. 

La ritroviamo dopo nove anni, profondamente cambiata, soddisfatta e con un lavoro che ama e che svolge con passione. E  naturalmente rincontrerà Dallie, con il quale ha un conto in sospeso. Non dirò nulla di più della trama, perchè ad un certo punto i colpi di scena di susseguono e sarebbe come rovinare una sorpresa. Basti dire che la strada che i due protagonisti devono percorrere per giungere all'agognato happy end è costellata di sofferenza e risurrezione, di profonda analisi di se stessi e di presa di coscienza dei loro sentimenti. Come sempre, il personaggi che fanno da contorno alla coppia protagonista sono descritti magnificamente e creano la degna cornice per una storia che appassiona, commuove e fa anche sorridere. 

Non ho potuto fare a meno di pensare al grande De Andrè mentre leggevo il libro e non mi resta che citare il grande cantautore per far capire il vero significato di questo libro struggente....

Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.

Il mio voto è:

2 commenti:

  1. Il mio preferito della Phillips, forse perché è il libro che mi ha fatto innamorare di questa autrice ♥ e del romance contemporaneo (anche se Un Fiore Nella Polvere non è un vero romance)

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  2. Ciao Silvia, un grande libro davvero, mi auguro che qualche editore si decida a pubblicare tutta la serie <3

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