venerdì 26 giugno 2015

Recensione Tu sei mia di Elizabeth Anthony







Titolo: Tu sei mia
Autrice: Elizabeth Anthony
Protagonisti: Ash e Sophie
Editore: Garzanti Narrativa
Pagine: 238
Data di pubblicazione: 26 giugno 2014 
Livello di sensualità: alto
POV: Prima Persona







Trama: Oxfordshire. 1920. Il sole non sorge ancora e Sophie è già a lavoro per far risplendere le immense sale di Belfield Hall. Ciuffi ribelli color miele scivolano dalla cuffietta bianca sul viso stanco. Ha sedici anni ed è la più giovane cameriera del palazzo. Per il resto della servitù è come se non esistesse, tutti si rivolgono a lei solo per darle ordini. C’è un unico momento in cui Sophie si sente felice: quando il grammofono suona e lei comincia a danzare. Fino al giorno in cui il suo sguardo incrocia due occhi azzurri ai quali non è possibile sfuggire, capaci di portare un po’ di luce nelle buie stanze dell’antica dimora. Appartengono a Mr Maldon, il nuovo padrone di Belfield Hall. Un uomo forte e deciso che non ha interesse per nessuno al di fuori di sé stesso. Ma basta un breve incontro tra loro e qualcosa di potente e sconosciuto li travolge. Entrambi sanno che ciò che hanno provato in quell’istante non può esistere: lui è un duca, lei una donna della servitù. Eppure ci sono tentazioni contro cui è vano combattere. Sophie non ha altra scelta che lasciarsi sedurre da quell’uomo, dal suo animo tormentato e misterioso. Perché Mr Maldon non riesce a resistere al suo fascino puro e ingenuo, ma nasconde desideri inconfessati. Nella magia di notti proibite, i due vengono trascinati in un piacere che non conosce differenze sociali: è fatto di gesti, sospiri, limiti da superare. Presto il loro amore impossibile deve fare i conti con gli intrighi di palazzo, con un’etichetta rigida e severa. Ma sottostare alle regole non è facile, soprattutto quando ciò che unisce è un’inarrestabile e cieca passione. Un debutto indimenticabile, che ha conquistato i lettori e i librai inglesi, diventando ben presto uno dei romanzi più letti dell’anno. Elizabeth Anthony racconta la storia di un amore proibito e impossibile che si scontra con le regole imposte dalla società. La storia di una passione alimentata dal fuoco eterno del desiderio e dell’attrazione. Perché, se il tuo cuore non ha paura di amare, non importa chi sei o da dove vieni.





COMMENTO: 


Una grossa delusione. Un'occasione perduta. Sono le prime parole che mi sono venute in mente non appena ho terminato questo libro, forse perché mi sono fatta fuorviare dalla trama e dalla bellissima copertina, ma non ho pensato alle 50 sfumature della James né ad Downton Abbey. Mi sono accinta alla lettura con la mente libera da altre opere. 


Le premesse per un ottimo libro c'erano tutte: la trama, il periodo storico, i misteri che si celano dietro i tormenti di Ash. Partiamo dallo stile, che è talmente semplice da risultare elementare. Non essenziale, ma proprio terra terra. Nel senso che certi Harmony sottiletta sono scritti meglio. 

La caratterizzazione dei personaggi: tremenda. Non c'è spessore, gli stati d'animo, le sensazioni sono appena appena delineate, ma nella maniera elementare con cui è stata scritta tutta la storia. La trama: ma che senso ha ambientare parte del libro durante la prima guerra mondiale se poi della guerra non si ha che un breve accenno? Che senso ha parlare dell'infanzia di Sophie tra la servitù di una casa nobiliare e accennare soltanto alla famigerata e chiusa gerarchia domestica della servitù inglese? Invece si fa riferimento solo ai pruriti sessuali di cameriere e valletti. 

Il periodo storico si deduce da come si vestono, dalle musiche che si ascoltano, stop. Tutto si svolge in maniera veloce, senza soffermarsi su sensazioni, emozioni, la stessa storia d'amore è monocorde. Ash è bello e forte, bello e forte bello e forte, sì ma di che cosa si è innamorata Sophie? Senza contare che lei, la stupidina, va in deliquio ogni volta che lui la tocca, con gli ormoni che le mandano in pappa il cervello.Odiosa. 

I misteri di Ash ci sono presentati in maniera talmente "rudimentale" che perdono qualunque spessore, tanto che alla fine ho pensato "e allora?" I personaggi secondari sono nulli come i principali, i cattivi sono cliché di se stessi. Insomma, un libro che non consiglierei mai e poi mai. 

Il 2 luglio uscirà il sequel, la cui protagonista sarà Madeline, la nipote di Ash, ma troverà anche una fine, non so se lieta, la storia della coppia di questo libro. 

Spero solo che la seconda volta sarà migliore.


Il mio giudizio è

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