lunedì 12 ottobre 2015

Recensione doppia Cuore di ghiaccio di Anne Stuart (Serie Ice #3)


Titolo: Cuore di ghiaccio
Titolo originale: Ice Blue
Serie: Ice #3
Autrice: Anne Stuart
Editore: Leggereditore
Pagine: 259
Data di pubblicazione: agosto 2015
Livello di sensualità: hot
POV: Terza persona


Trama: La curatrice museale Summer Hawthorne ha sempre considerato la splendida coppa in porcellana azzurra regalatale dalla sua tata giapponese un tesoro dal valore solo sentimentale, finché qualcuno non la rapisce e tenta di ucciderla pur di averla. Per fortuna l’agente Takashi O’Brien è lì per salvarla. O almeno così sembra. In realtà, O’Brien lavora per il Comitato, un’associazione segreta che ha il compito di monitorare gli equilibri mondiali. Il Comitato sa che quella coppa è un reperto dal valore inestimabile e potrebbe innescare una lotta di potere di dimensioni globali. Gli ordini sono chiari: chiunque è sacrificabile, purché la missione venga portata a termine. Il Comitato sa anche che nella memoria di Summer è custodito un ricordo, un segreto che nelle mani sbagliate potrebbe portare la morte di centinaia di persone. A O’Brien non resta che uccidere la donna, in modo che il segreto si estingua con lei. Ma a frapporsi tra lo spietato agente e la sua missione, che si snoda dal Pacifico alle alture del Giappone, giunge un sentimento inaspettato, che porterà O’Brien a usare ogni risorsa pur di proteggere l’unica donna che abbia mai scaldato il suo cuore di ghiaccio.

Commento di Antonella:
   Takashi è il gelido killer che dovrebbe uccidere Summer per conto del Comitato ma rimane colpito da lei, continua a rinviare, anzi la salva più volte. Summer, persona forte a causa di una madre anaffettiva, rimane colpita da Takashi, inizialmente perchè lo vede come il suo salvatore, ma anche quando capisce che il suo obiettivo in realtà è diverso, rimane comunque legata a lui. Insieme dovranno fuggire dalla setta di Shirosama, e nel frattempo il loro legame si farà sempre più intenso.

Conosceremo anche meglio Isobel, capo del Comitato e protagonista del prossimo libro della serie e faranno lo loro prima apparizione i personaggi del quinto libro, cioè la sorella di Summer e il cugino di Taka, che si prospetta diverso dagli altri.

Il libro è un tipico Stuart, autrice che riesce ad avvincere con questi personaggi maschili freddi che riescono a sciogliersi (comunque parzialmente) per amore. In questo caso credo che Takashi sia il suo miglior personaggio maschile. 

  La linea gialla è credibile, in quanto sette del genere esistono veramente, non è però sviluppata in maniera ottimale, soprattutto alla fine. Invece per quanto riguarda la storia d'amore il finale è più soddisfacente del solito, direi quasi romantico, per quanto possa esserlo questa autrice. 

  Consigliato agli appassionati della Stuart.

Il mio voto è:



Commento di Ermione:
   Ecco, questa è la Stuart che mi piace! Il primo romanzo della serie Ice, Ghiaccio nero (già pubblicato in precedenza come L’interprete), mi era piaciuto molto; il secondo, Freddo come il ghiaccio, decisamente meno (e so anche di non essere l’unica). Con Cuore di ghiaccio, a mio avviso, rientriamo negli standard elevati di questa autrice, che solitamente per me è una garanzia sotto molteplici aspetti.

   Le dinamiche sono sostanzialmente le stesse in tutti i romanzi della serie letti finora: un agente segreto, all’occorrenza killer spietato, è costretto a passare del tempo a stretto contatto con una giovane donna innocente che, per caso e suo malgrado, si trova coinvolta in un pericoloso groviglio di intrighi e crimini internazionali. La prassi imposta dal Comitato –l’agenzia segreta a cui fanno capo questi agenti– implicherebbe una eliminazione fisica, possibilmente indolore, di testimoni e soggetti “scomodi”; ma, ovviamente, come cantava Gianni Morandi nella “libera interpretazione” italiana di Solitary man di Neil Diamond, “l’amore, lo sai, scioglie i cuori di ghiaccio”…

   In questo caso, la protagonista, Summer, si scopre improvvisamente essere la chiave dell’attuazione di un progetto di sterminio di massa propugnato da uno psicopatico santone e dalla sua setta di fanatici: la sua tata giapponese infatti, prima di morire in un incidente (che ovviamente non aveva nulla di incidentale), le aveva affidato una preziosa urna antica, insieme a una serie di indizi (di cui però la ragazza non è consapevole) necessari per dar vita al rito di “purificazione” che avrebbe innescato l’Armageddon. E’ così che la tranquilla, ignara Summer si ritrova al centro di un fuoco incrociato: da un lato lo Shirosama e suoi scagnozzi biancovestiti e dall’altro Takashi O’Brien, inviato dal Comitato per sventare il piano criminale, recuperare l’urna e, se necessario, eliminare la ragazza e i segreti che inconsapevolmente nasconde.

   Ok, veniamo all’elemento cruciale, ché tanto noi che amiamo la Stuart sempre lì ci andiamo a fissare: Takashi, detto Taka. Porcalocaassassina! Uno di quei protagonisti “da caldana”, capaci di risvegliare ovaie dormienti e ricoperte da rovi come Rosaspina. Come suggerisce il nome, mezzosangue (madre giapponese e padre americano), fisico da manzo occidentale con muscoli d’acciaio e penetranti, esotici occhi neri. Cattivo, glaciale e spietato quanto basta –del resto non è che alla Stuart dobbiamo insegnarle come fare i bad boys…-, ma, se necessario, guardia del corpo senza pari. Sin dall’inizio, sa di avere il compito di eliminare Summer non appena recuperata l’urna (una vittima innocente sacrificabile, un male necessario da compiere in vista di un bene superiore: salvare la vita a centinaia di migliaia di persone) e, a dire il vero, per un paio di volte ci va anche vicino…ma alla fine non ci riesce e continua a salvarla dai ripetuti tentativi di rapimento da parte dello Shirosama. Per gran parte del romanzo ci troviamo di fronte al conflitto interno di Taka, che si traduce in comportamenti difficilmente interpretabili da Summer: deve fidarsi o no? Quest’uomo dal fascino magnetico è il suo salvatore o il suo boia? Quella che a mano a mano diventa certa e palpabile è l’attrazione reciproca tra i due…

  Anche Summer, per quanto mi riguarda, è una protagonista interessante. Già, perché qui i cuori di ghiaccio in realtà sono due. Taka è addestrato ad essere un killer freddo, lucido e spietato; Summer è emotivamente “congelata” a causa di un terribile trauma subito nell’infanzia. Ha smesso di piangere molti anni prima e ora non ci riesce più. Tanto che una delle cose che più colpiscono il suo sicario-salvatore è la sua capacità di mantenere calma e sangue freddo nelle situazioni più drammatiche e rischiose. Ha un solo problema: soffre di attacchi di panico se deve volare…ma per fortuna Taka possiede un farmaco apparentemente efficacissimo in questi casi e che in molte vorremmo provare (capisciammé)!

   Non vorrei però essere fuorviante rispetto a questo: ci sono alcune scene hot, come è normale che sia in un RS, ma non si tratta assolutamente di uno di quei romanzi – che personalmente detesto – in cui i protagonisti danno vita ad improvvisi e furiosi accoppiamenti nelle situazioni più pericolose e improbabili (ne ricordo ancora con disgusto uno in cui i protagonisti, inseguiti da sicari mentre si trovano su un traghetto, si infilano dentro il bagagliaio di un’auto a trom*are come se non ci fosse un domani…). L’attrazione è quasi immediata per entrambi, ma lo sviluppo da un punto di vista sia fisico che emotivo è assolutamente graduale e credibile.

   C’è poco da dire sulla trama, abbastanza prevedibile, mentre la forza del romanzo, secondo me, sta in un buon bilanciamento tra la parte action e quella rosa e nel rendere la tensione, sessuale ma non solo, che scorre tra i protagonisti.

  Non assegno il massimo del punteggio, sia perché avrei gradito un maggiore approfondimento degli antecedenti traumatici di cui entrambi i protagonisti sono stati vittime (Summer nell’infanzia e Taka in tempi più recenti), sia perché ho trovato l’epilogo veramente idiota e fuori luogo… Del resto alla Stuart si rimproverano sempre i finali “frettolosi”, ma secondo me le vengono molto meglio quelli! Comunque, consigliatissimo, soprattutto a chi ha già apprezzato Ghiaccio nero.

Il mio voto è:


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