mercoledì 18 marzo 2015

Recensione I cento colori del blu di Amy Harmon



Titolo: I cento colori del blu
Titolo originale: A Different Blue
Autrice: Amy Harmon
Editore: Newton Compton 
Data di pubblicazione: 03 Aprile 2014
Pagine: 379
Serie: Singolo
Personaggi: Blue Echohawk, Darcy Wilson
Ambientazione: Boulder City, Nevada USA
Livello di sensualità: Soft


Trama:
Tutti a scuola conoscono Blue Echohawk. Abbandonata da sua madre quando aveva solo due anni, Blue non sa se quello sia il suo vero nome né quando sia davvero il suo compleanno. Ma ha imparato a fuggire il dolore con atteggiamenti da ribelle: indossa sempre vestiti attillatissimi e un trucco pesante. E soprattutto il sesso è il suo rifugio, un gioco per dimenticare tutto, per mettere sotto chiave le sue emozioni. A scuola poi è un caso disperato. Eppure il suo nuovo insegnante di storia, il giovane Darcy Wilson, non la pensa così: Darcy crede in lei, e sa che Blue ha bisogno di capire chi sia prima di trovare un posto nel mondo. E così la sprona a guardarsi dentro e a ripercorrere il passato, a scrivere la sua storia, a dar voce alle sue emozioni. Tra i due nasce una grande amicizia, e forse, a poco a poco, qualcosa di più: un sentimento forte, travolgente, a cui ciascuno dei due tenta in tutti i modi di resistere…

La pagina ufficiale di Amy Harmon

Recensione:
In occasione dell’uscita di Sei il mio sole anche di notte (che non vedo l’ora di leggere!), vi lascio la mia recensione de I cento colori del blu di Amy Harmon, un new adult fuori dai soliti schemi, originale a dispetto della trama che, onestamente, non mi attirava per nulla... La solita ragazza problematica che a causa di traumi passati sfoga il proprio disagio attraverso l’abbigliamento goth e un comportamento disinvolto in ambito sessuale. Quando poi ho letto che c’entrava un giovanissimo professore... ciao! Mi sono messa le mani nei capelli. Per questo motivo è rimasto per mesi a languire nel mio kindle.

Mesi persi! Perché la trama appare banale tanto quanto lo sviluppo della storia è originale. Tanto per cominciare l’introduzione mi ha spiazzata, per un attimo mi sono chiesta: “Ma è il libro giusto? Oppure ho preso per sbaglio un thriller?” La vicenda viene sviluppata in un arco temporale lunghissimo, atipico per questo genere, che di solito prevede un innamoramento velocissimo e una consumazione ancora più rapida, mentre qui si parla di circa un anno e mezzo, forse anche due. La Harmon si è presa il suo tempo per rendere la storia ricca, credibile e naturale nel suo evolversi.

E’ scritto in prima persona, quindi la protagonista indiscussa è Blue. Conosciamo ogni suo pensiero e ogni sua sfumatura, vediamo la sua crescita e la sua maturazione, mentre Wilson rimane un mistero per buona parte del libro. Blue non mi è stata simpatica da subito, mi ha ricordato la Beth di Katy McGarry, ma ben presto mi è stato evidente che, a parte i jeans aderentissimi, le due hanno ben poco in comune. Blue ha un passato (ma anche un presente) che dire difficile è poco: abbandonata piccolissima dalla madre in circostanze misteriose, è stata adottata da uno scultore vagabondo di origini indiane (che adoro i nativi americani lo sapete già? Beh li adoro!!!), il quale scompare all’improvviso quando lei ha circa 11 anni, quindi si ritrova appioppata e indesiderata alla sorella di colui che considerava un padre. La “zia” poteva essere normale? Avere una casa con il giardino e lo steccato bianco? Sfornare torte per il marito e i cinque figli? Ovviamente no... E’ una donna single che lavora come croupier in un casinò a Las Vegas, porta a casa amanti occasionali e non è dotata del minimo senso materno. Blue cresce praticamente senza una carezza o una dimostrazione di affetto. Ma lei ne sente la mancanza, è letteralmente affamata d’amore. Fin da giovanissima impara che gli uomini le danno le attenzioni e il calore che cerca, ma vogliono qualcosa in cambio... Per questo non si fa problemi ad avere rapporti sessuali occasionali, raccogliendo tutto quello che può, pensando di non meritare nulla di più. E’ un personaggio fragile e struggente, ma non patetico, che suscita solidarietà e non commiserazione.

Quando avviene la svolta positiva? Sarebbe facile dire quando arriva Wilson. In un certo senso è così, ma Wilson non è l’artefice del cambiamento, ne è la molla, è colui che dà la spinta all’evoluzione interiore di Blue. Durante le sue lezioni, usando l’escamotage di far scrivere la storia della propria vita agli studenti, Wilson porta Blue a ragionare sul proprio passato e sul proprio presente, a riflettere su se stessa, a vedersi con occhi diversi. Inizia a razionalizzare e processare i propri meccanismi di difesa, arrivando così a capire cose sulle quali non si era mai soffermata prima. Questo processo emotivo è appena iniziato, quando la vita di Blue subisce un nuovo e incredibile stravolgimento. Ma per la prima volta non si trova da sola ad affrontarlo. Ha Wilson al suo fianco.

Wilson è un giovane uomo estremamente equilibrato, intelligente, maturo e consapevole. Ma soprattutto è incredibilmente generoso. Sosterrà Blue come un amico, come un fratello, a volte come un padre, senza chiederle nulla in cambio e senza invadere i suoi spazi, timoroso di infrangere il suo fragile equilibrio. E’ incredibilmente commovente assistere alla trasformazione di Blue, che da uccellino indifeso e implume, diventa sempre più forte e indipendente, fino a spiccare il volo, come merita.

I cento colori del blu è un romanzo d’amore, ma è soprattutto un romanzo di crescita, di maturazione, di consapevolezza, di conflitti interiori. E’ romanzo complesso, delicato e forte allo stesso tempo. Un libro che ci mostra come si possa vincere qualsiasi difficoltà, se lo vogliamo davvero.


Il mio voto è:

Ciao a tutti, Alice

2 commenti:

  1. Ce l'ho! E devo ancora leggerlo °____°

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  2. Silvia, rimedia! So che non vai pazza per i NA, ma questo è davvero particolare. Niente ormoni imbizzarriti una pagina sì e l'altra pure. Niente inspiegabili comportamenti da adolescenti psicotici. Insomma, è diverso dalla massa.

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